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Il 60% dei bar e ristoranti a Padova non riaprirà, ecco il sondaggio completo

Un questionario proposto da Appe ai suoi associati sulla riapertura in Veneto ha dato un quadro generale sulle intenzioni dei locali pubblici del territorio di Padova: le linee guida Inail porteranno molti bar e ristoranti a non riaprire i battenti nei prossimi giorni. Ecco le risposte al questionario e il quadro generale della situazione a Padova.

Riapertura in Veneto, a Padova si rischiano dai 5 ai 10 mila posti di lavoro

L’applicazione delle regole per la riapertura dettate dall’Inail hanno generato preoccupazione e malcontento per molti dei locali pubblici in tutto il Veneto. Sono circa 3.000 i titolari di bar e ristoranti nella provincia di Padova che si stanno attrezzando per la riapertura, ma per circa 400 di questi l’osservazione delle regole per la riapertura significa non poter aprire. Per altre 1.200 attività le restrizioni della riapertura in osservanza delle regole potrebbero significare un salasso economico irrecuperabile. “Alla fine rischieremmo di perdere dai 5 ai 10 mila posti di lavoro: una vera Caporetto economica e sociale” spiega Filippo Segato, segretario dell’Associazione Provinciale Pubblici Esercizi (Appe) di Padova e della Federazione Italiana Pubblici Esercizi (Fipe) del Veneto.

“Abbiamo “somministrato” un questionario ai nostri associati – continua Segato – e abbiamo ricevuto una valanga di risposte: la soddisfazione per la riapertura lunedì 18 maggio, anziché l’1 giugno, ottenuta suonando la “grancassa” della protesta anche via web, ha purtroppo lasciato rapidamente il posto allo scoramento leggendo le linee-guida nazionali proposte dall’Inail e dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS), che sono state giudicate dagli operatori impraticabili ed economicamente insostenibili, al punto da convincere i più a fare retromarcia”.

I risultati del sondaggio agli esercenti di Padova

La distanza fra i tavoli obbliga alla chiusura

Su 600 esercenti, il 43,5% ha dichiarato che, con la previsione di distanze minime di 2 metri tra i tavoli e una superficie di 4 mq per ciascun cliente, non riaprirà nella data stabilita del 18 maggio. Mentre il 39,7% degli imprenditori, prevalentemente coloro che hanno una conduzione familiare dell’azienda, ha dichiarato che riaprirà nella data di lunedì. Il restante 16,8% degli operatori ha detto con chiarezza che per loro, con queste regole, si chiuderanno i battenti con la chiusura definitiva dell’attività.

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Fonte: www.appe.pd.it

Quanto incide sulla riapertura il mantenimento delle distanze?

La distanza minima prevista dalle linee guida di 2 metri tra tavoli e di 1,5 metri tra clienti in piedi al banco, inciderebbe sulla capienza dei locali in queste percentuali: oltre il 60% per il 45,9% degli esercenti, tra il 30 ed il 60% per il 46,9% e tra il 10 ed il 30% per il 7,2% di chi ha risposto al sondaggio.

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Fonte: www.appe.pd.it

Possibili licenziamenti per i dipendenti

Un altro tema drammatico è la sicurezza dei posti di lavoro dei dipendenti. Solo il 10,2% delle attività che hanno risposto al sondaggio sostiene che le nuove regole non possano incidere sulla permanenza o meno dei dipendenti. In particolare, questo dato riguarda prevalentemente i locali a conduzione aziendale. Per il restante 89,8% sarebbero in vista probabili o sicuri licenziamenti o riduzioni di orari di lavoro, con un aumento di contratti a chiamata.

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Fonte: www.appe.pd.it


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