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Nuovo Manuale per la Riapertura delle aziende in Veneto, ecco tutti i punti

La Regione Veneto ha diffuso il Manuale per la Riapertura delle aziende in Veneto contenente le linee guida per la riapertura nel nostro territorio. L’attesa Fase 2, molto contestata, sta lentamente iniziando e il Veneto non perde tempo, preparando un apposito vademecum per tutte le imprese che nelle prossime settimane rialzeranno la saracinesca.

La sperimentazione dietro al Manuale per la Riapertura delle aziende in Veneto

Il Manuale per la Riapertura delle aziende in Veneto contiene indicazioni dettagliate per tutte le aziende che riaprono i battenti nelle prossime settimane e probabilmente scandirà la nostra routine lavorativa per diversi mesi.

Il documento, che presenta la figura del Covid Manager aziendale, è molto dettagliato e contiene 10 punti chiari e concisi suddivisi in 15 pagine. La Lazzarin ha specificato: “Degli approfondimenti fatti nel corso della redazione di questo Manuale ha fatto parte anche la sperimentazione eseguita e conclusa su otto aziende padovane per un totale di 1.274 lavoratori coinvolti e il risultato è stato confortante: solo lo 0,4% di loro è infatti risultato positivo. Una ulteriore sperimentazione, per la quale abbiamo già ricevuto numerose dichiarazioni di disponibilità, riguarderà ora un gruppo di aziende sparse su tutto il territorio regionale. Nel frattempo – ha annunciato l’Assessore alla Sanità – è proseguito il lavoro di verifica delle situazioni sul campo da parte degli Spisal, che sono arrivati a controllare 7.576 aziende per un totale di circa 291.000 lavoratori, con esisti più che confortanti”.

Il Manuale per la Riapertura delle Aziende in Veneto nel dettaglio

Il Manuale si divide in 10 diverse indicazioni operative, dettagliatamente spiegate. Di seguito un breve riassunto del Manuale per la Riapertura delle aziende in Veneto >> scaricabile qui <<.

Pulizia, decontaminazione e aerazione degli ambienti di lavoro

Per tutte le aziende in Veneto che riprenderanno l’attività sarà necessaria “una completa pulizia di ogni ambiente di lavoro e locale accessorio rimasto chiuso nella fase di lockdown, e disporne una adeguata pulizia periodica durante la ripresa dell’attività, associata, per gli ambienti dove abbiano eventualmente soggiornato casi di COVID-19, a decontaminazione”. Tale pulizia può avvenire con il classico detergente, mentre per la decontaminazione sarà essenziale un detergente apposito.

Informazione ai lavoratori e a tutti i frequentatori dell’azienda

Il datore di lavoro deve informare tutti i lavoratori e chiunque faccia ingresso nell’azienda (fornitori, lavoratori autonomi etc) dellle disposizioni adottate “consegnando e/o affiggendo all’ingresso e nei luoghi maggiormente visibili dei locali aziendali, appositi materiali informativi”. Tali materiali informativi sono:

  • l’obbligo alla permanenza a casa di chiunque abbia febbre superiore ai 37.5°C, tosse o difficoltà resporatoria,
  • l’obbligo di comunicare avvenuti contatti con persone positive al Covid-19 nei 14 giorni precedenti,
  • l’impegno ad informare il datore di lavoro nel caso si presentino sintomi,
  • l’impegno a rispettare le disposizioni messe in atto dall’azienda e dal Governo per la sanità pubblica: distanza di sicurezza, igiene personale etc.

Limitazione delle occasioni di contatto

Sarà necessario nella Fase 2 favorire lo smart working e limitare le occasioni di contagio favorendo ingressi e uscite scaglionati e riducendo al minimo gli accessi non indispensabili. In particolare le imprese dovranno: “individuare servizi igienici dedicati agli utenti esterni (fornitori, visitatori, trasportatori) e vietare loro l’utilizzo di quelli del personale aziendale. Nelle micro- e piccole imprese, o qualora non siano disponibili servizi igienici da dedicare in via esclusiva agli utenti esterni, saranno garantite opportune misure organizzative atte ad evitare l’impiego dei servizi igienici del personale da parte di utenti esterni. In questo caso verranno comunque messe a disposizioni soluzioni idro-alcoliche per il lavaggio delle mani”.

Rilevazione della temperatura corporea

Il personale, all’accesso al luogo di lavoro, potrà essere sottoposto al controllo della temperatura con appositi strumenti di misurazione a distanza. Non sarà quindi possibile, come già detto, l’accesso a chi avesse temperatura superiore ai 37.5°C, mentre per lavoratori già risultati positivi al Covid-19 sarà necessaria una comunicazione con certificazione medica di tampone negativo.

Distanziamento tra le persone

Gli spazi lavorativi andranno riorganizzati garantendo una distanza di almeno 1 metro (criterio di distanza “droplet”) nelle postazioni di lavoro. Qualora non ci fossero separazioni fisica è necessario garantire una superficie di 4 m2/persona.

Igiene delle mani e delle secrezioni respiratorie

In ciascun luogo di lavoro sarà necessario disporre detergenti per le mani presso ogni postazione lavorativa, nonché strumenti per la raccolta differenziata del materiale da smaltire. I detergenti per le mani devono essere accessibili a tutti i lavoratori, anche grazie a specifici dispenser collocati in punti facili da vedere e da raggiungere per tutti.

Dispositivi di protezione individuale

I lavoratori dovranno indossare la mascherina in caso di presenza di pubblico o di impossibilità a mantenere la distanza di 1 metro. Le mascherine idonee a tale protezione sono le mascherine chirurgiche e le mascherine con protezione FFP2/FFP3.

Uso razionale e giustificato dei test di screening

L’uso dei test screening non sarà obbligatorio, ma se il datore di lavoro volesse farne su lavoratori asintomatici ne avrà gli oneri a carico. In ogni caso i test andranno eseguiti con personale sanitario idoneo e rispetto degli standard. Il manuale contenente le indicazioni per la tutela degli ambienti di lavoro specifica anche che “gli approcci diagnostici al momento tecnicamente più vantaggiosi e attendibili rimangono quelli basati sul rilevamento di RNA virale in secrezioni respiratorie (tampone naso- faringeo), da eseguire presso i laboratori di riferimento regionali e i laboratori aggiuntivi individuati dalle Regioni”.

Gestione degli eventuali casi positivi e Ruolo del Medico competente

Gli eventuali casi positivi devono essere segnalati alle strutture competenti, come il medico di medicina generale. Il paziente verrà quindi preso in carico dal Servizio Sanitario Regionale.

Il singolo caso verrà valutato dal medico competente, che ne verificherà l’isolamento con specifiche misure espresse nel norme per la riapertura delle aziende.

 



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