Chat with us, powered by LiveChat

Luca Zaia: il punto della situazione sull’andamento del Veneto

Il Governatore del Veneto, Luca Zaia, ha fatto nuovamente il punto della situazione. L’ Rt del Veneto, secondo una stima dei tecnici, si attesta a circa 0.62. Sulla base di questo numero, dopo tre settimane in fascia arancione, si auspica il ritorno in zona gialla. La decisione del Ministro Speranza è attesa nella giornata di venerdì.

Nella conferenza stampa tenutasi a Marghera, Zaia ha annunciato: “Questa settimana siamo i secondi in Italia per indice di trasmissibilità più basso e questo ci dà un grande segnale di speranza ma anche di preoccupazione. In Europa questo virus sta facendo l’altalena. Spagna e Francia stanno tornando su, la Germania è ancora in lock-down. Noi senza la zona rossa siamo precipitati nei contagi e mi chiedo: con la zona rossa chi avrebbe risarcito i veneti?”.  Il Governatore ha sottolineato come gli sforzi profusi da tutti gli abitanti del Veneto durante le Feste di Natale abbiano sortito l’effetto voluto. I sacrifici non sono stati compiuti invano. Ciò però non potrà consentire a nessuno di non continuare a seguire le regole. Servirà ancora molta attenzione.

Dall’analisi dei dati raccolti sulla diffusione del Covid-19 in Veneto è emerso oltretutto come dal picco del contagio registrato lo scorso 31 dicembre, siano stati registrati circa ventisette giorni consecutivi di calo. Sotto controllo paiono essere, almeno per ora, le varie mutazioni del virus. Zaia ha evidenziato, infatti: “Il virus di marzo non c’è più. Sono state registrate otto mutazioni in Veneto tra cui cinque già presenti nella banca dati nazionale. Quella inglese è stata trovata da noi per primi e ha messo i nostri ospedali sotto molta pressione: è più contagiosa e raggiunge più persone, dunque più letale. Ci sono due mutazioni venete su cui stiamo lavorando”.

Nuove dichiarazioni del Governatore sulla riapertura delle scuole

Da lunedì 1 febbraio 2021 riapriranno le scuole. Zaia non ha nascosto una preoccupazione in più. Con la ripresa delle lezioni in classe aumentano le possibilità di contagi. Nonostante ciò, visto gli ottimi dati, sembra il momento migliore per ripartire. Certo è che bisognerà continuare a tener alta l’attenzione.

L’organizzazione per la riapertura sta procedendo per il meglio. L’obiettivo è quello di assicurare ai ragazzi un ritorno fra i banchi in totale sicurezza. Per questo motivo si stanno coinvolgendo centinaia e centinaia di steward da impiegare sul territorio per controllare le fermate dei mezzi pubblici. Oltre a ciò, come già annunciato nei giorni precedenti, sono stati messi a disposizione ulteriori mezzi di trasporto per ampliare l’offerta.

Nonostante le polemiche è previsto un rientro a scuola dei ragazzi delle superiori al 50% per la prima settimana. Dalla seconda settimana si passerà al 75%.

Zona rosso scuro: la rabbia di Luca Zaia

A far discutere negli ultimi giorni è stata, infine, una simulazione su dati raccolti dall’Ecdc – il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie. Tre Regioni italiane, fra cui anche il Veneto, sarebbero state collocate in una sorta di fascia rosso scuro a livello europeo.

Luca Zaia, unendosi ai Governatori di Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia ha ribadito più volte: “Si penalizzano i territori che fanno più tamponi”. Successivamente ha aggiunto. “Imporre ai cittadini delle nostre Regioni l’obbligo di test e quarantena per poter viaggiare nell’Unione europea, così come previsto per le realtà colorate di rosso scuro, significherebbe penalizzare le amministrazioni che effettuano il maggior numero di tamponi. Non, come sarebbe invece necessario, operare una valutazione su parametri epidemiologici oggettivi”.

 

 

 



Lascia un commento