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Luca Zaia fa il punto su scuole e vaccini: “Tra 10 giorni arriva Johnson e Johnson”

Luca Zaia ha fatto il punto sull’aumento dei contagi in Veneto, sulle possibili nuove chiusure e quindi anche sulle scuole. Cosa accadrà nei prossimi giorni? Il Governatore ha annunciato novità importanti anche sul fronte vaccini sottolineando: “La situazione è preoccupante, ma tra 10 giorni dovrebbe arrivare anche il vaccino Johnson & Johnson“. Con l’arrivo di nuove dosi di una nuova marca di vaccini si potranno immunizzare quante più persone possibili e andare a creare quella zona Covid free tanto agognata.

In attesa di poter vaccinare un numero sempre maggiore di Veneti, la situazione pare essere tornata preoccupante in Regione. “Abbiamo avuto una lunga conferenza con i direttori delle Ulss stamani, la situazione è di preoccupazione,  abbiamo tre province Padova, Treviso, Verona, con una curva di crescita importante, e anche quella regionale è evidente. Oggi abbiamo discusso e deciso un nuovo piano di sanità pubblica, prudenziale, per gestire il virus: ridurremo alcune attività ospedaliere per concentrarci sul Covid. È come se avessimo oggi un “bollettino meteo” che ci dà una proiezione per la prossima settimana“.  Queste le parole di Zaia.

In sostanza l’aumento dei contagi comporta nuove restrizioni, nuovi stop. Ancor prima delle decisioni che prenderà il Governo, così come hanno fatto i suoi colleghi in altre Regioni, per contenere il diffondersi del Covid-19, Zaia dovrà chiedere a tutti nuovi sacrifici.

Scuole in Veneto: una decisione sofferta

L’aumento dei casi comporta una decisione sofferta. Le scuole, anche in Veneto, sono destinate a chiudere i battenti. Zaia non avrebbe mai voluto ritornare alla didattica a distanza, ma, in certe aree della Regione, lo stop è stato inevitabile. L’ordinanza è uscita in serata. Il Governatore ne ha pubblicata una copia anche sulla sua pagina Facebook.

Per spiegare il ragionamento fatto e la decisione presa il Governatore ha annunciato: “Sulle scuole c’è da dire che nella dinamica del contagio hanno un ruolo, i ragazzi non sono untori, ma si vede che l’andamento della curva segue apertura o chiusura delle scuole“.

Dunque i ragazzi non sono da etichettare come “untori”. Non sono il “male” e non vanno relegati in una stanza. Nonostante ciò a causa delle varianti, che hanno dimostrato di avere una alta infettività, i dati hanno parlato chiaro. Si deve ricorrere ad un nuovo stop.

La chiusura si rende inevitabile in zone in cui l’incidenza del virus è aumentata e oltrepassato determinati livelli. Alcuni esempi? L’Alta Padovana (272 su 100 mila), il distretto di Asolo (268 su 100 mila) e il Veneto Orientale (302 su 100 mila).

In queste zone, a partire dalla seconda media,  tutti gli alunni andranno in didattica a distanza.

🔴 L’ordinanza da me firmata in ottemperanza al Dpcm del 2 marzo, che prevede per i territori con incidenza dei contagi…

Pubblicato da Luca Zaia su Martedì 9 marzo 2021

Vaccini, vaccinazioni e passaporto: le ultime news

La speranze di ripartenza e di riaperture è data, ad oggi, solo dai vaccini. Poter vaccinare un numero sempre maggiore di persone porterà a riaccendere i motori dell’economia.

Luca Zaia ha fatto il punto anche sul numero di dosi a disposizione e sulle fasce di età che presto verranno coinvolte.

AstraZeneca ora si va verso gli over 65 e in questa maniera cambia ancora nuovamente il piano vaccinale del Veneto. Per il secondo trimestre in Italia arriveranno 22 milioni di dosi di AstraZeneca, dal primo di aprile, almeno un milioni arriveranno anche in Veneto. Nel giro di una decina di giorni avremo anche Johnson & Johnson. Vorremmo arrivare a fare 45 mila vaccini al giorno, con l’aiuto dei medici di base. Abbiamo chiesto l’apertura tutti i giorni, domeniche comprese, dei centri vaccinali delle Ulss del nostro territorio”. 

La Regione si sta organizzando per raggiungere obiettivi importanti. Il coinvolgimento di medici di base e strutture private potrebbe portare ad un punto di svolta. Con più centri vaccinali si potrebbero cioè diminuire i tempi di attesa.

La macchina organizzativa è parsa ben oliata. Tutti hanno dato la loro disponibilità. Medici e strutture private, cioè, si sono messi a disposizione. Mancano però le dosi di vaccino per coinvolgere un numero sempre maggiore di persone.

Il nostro problema non sono le strutture, ma la mancanza di vaccini, ci servono quelli. Sui vaccini spero si ragioni per fasce di età invece che per categorie, anche perché il rischio varia in base all’età“.

Oltre a questo Luca Zaia ha anche chiarito che, in questa prima fase di mancanza di dosi, il Veneto ha dovuto per forza di cose tenerne in frigo una diversa quantità per assicurare alle persone già vaccinate di poter fare il richiamo. “Abbiamo accantonato molti vaccini per le seconde dosi prudenzialmente, dopo esserci “scottati” con il mancato arrivo“.

La Regione, infine, si sta organizzando per il passaporto vaccinale. Ciò non vuol dire che vaccinarsi diventerò obbligatorio. Il Governatore auspica che la maggior parte dei residenti nella sua Regione si sottoponga al vaccino e si prepara a riaprire le frontiere.

Pensando al turismo e quindi all’economia del Veneto, Zaia ha infatti spiegato che il passaporto potrà diventare utile.  “Stiamo lavorando anche al passaporto vaccinale. Non faremo discriminazioni: chi non vuole vaccinarsi non lo farà. Ma se a qualche veneto verrà chiesto di dimostrare la vaccinazione dobbiamo essere in grado di rilasciare il documento con l’avvenuta vaccinazione. Noi, prima di chiedere il passaporto vaccinale agli altri dobbiamo essere Covid free: meglio dire ai nostri turisti che noi siamo tutti vaccinati“.



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