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Luca Zaia e lo stop ad AstraZeneca: “Si faccia chiarezza”

Luca Zaia si è pronunciato sullo stop ad AstraZeneca e sulle conseguenze che ciò comporterà. Il Governatore del Veneto ha sottolineato la preoccupazione per quanto accaduto e chiesto che si faccia chiarezza. Nonostante ciò Zaia ha anche analizzato le possibili conseguenze dicendosi davvero preoccupato.

In poche ore siamo passati dalla sospensione di un lotto di vaccino, predisposto dalla Procura di Biella, a ieri pomeriggio con la situazione che è precipitata in tutta Europa della somministrazione di AstraZeneca. Per noi è un grosso rallentamento perché questo è il vaccino di massa“.

Da riorganizzare  il piano vaccinale. Occhi puntati sulle prenotazioni già giunte, ma anche sulle scorte in possesso della Regione. Occorre riorganizzarsi in fretta anche a fronte delle richieste della popolazione e delle loro paure. In tutto ciò la situazione non è delle più rosee. I contagi sono di nuovo in forte crescita e la pressione sugli ospedali inizia a farsi sentire.

Il piano vaccinale: rallentamenti e paure

Dopo lo stop ad AstraZeneca bisogna riorganizzare il piano vaccinale in fretta. Come si è sempre detto è da qui che inizia la ripartenza della Regione e di tutta l’Italia. Se si vuole uscire dalla pandemia bisogna effettuare quanti più vaccini possibili, ma è impossibile raggiungere questo obiettivo se non si hanno le dosi da somministrare ai pazienti.

Luca Zaia ha detto che le prossime saranno ore decisive.  “Cerchiamo di capire cosa accadrà ora, se c’è un dubbio è giusto che venga bloccata la somministrazione. Ma è ulteriormente giusto che venga fugato con estrema velocità in modo che questa partita venga chiarita rapidamente. Noi continueremo a vaccinare con Pfizer e Moderna e dovrebbero arrivare anche lo dosi Johnson“. Le vaccinazioni dunque proseguiranno con gli altri vaccini in attesa di nuove scoperte e soprattutto delle dosi Johnson.

Lo stop ad AstraZeneca comporta di rivedere anche l’accordo con i medici di famiglia. Probabile che il piano iniziale della Regione subirà qualche lieve ritardo. Le categorie a cui viene data la priorità rimarranno quelle. Probabile che si allungheranno leggermente i tempi. La Regione si adopererà in tutti i modi per poter ripartire quanto prima con estrema sicurezza.

Zaia ha confermato il fatto che la macchina vaccinale sia pronta. Unico problema? Ora come ora pare mancare: “la materia prima che sono i vaccini“.

Sulla paura per le dosi del vaccino AstraZeneca, infine, Zaia ha sottolineato come anche in Regione siano cresciute le persone che negli ultimi giorni hanno rifiutato la dose a seguito delle ultime notizie. Sul futuro, però, il Governatore ha precisato: “Potrebbero esserci persone che non vorranno farsi vaccinare con AstraZeneca, però se questo vaccino verrà validato noi dovremmo farli“.

Luca Zaia e i dati del Veneto: il punto sui vaccini

In conferenza stampa è stato fatto il punto sulle vaccinazioni del Veneto. Sono 543.491 le dosi somministrate fino ad ora.

Abbiamo ricevuto 194 mila dosi AstraZenca, 61 mila inoculate e 125 mila bloccate in giacenza. In magazzino abbiamo ancora 23 mila Pfizer, 18 mila Moderna. Ad oggi 169 mila persone hanno avuto anche la seconda dose, 374 mila persone sono in attesa della seconda dose. I 6 8mila richiami di AstraZeneca partiranno tra due mesi e mezzo, quindi c’è tempo affinché si chiarisca la questione“.

Preoccupazioni sono state sollevate per il prossimo futuro visto gli ordini attesi in Regione nelle prossime settimane: “Questa settimana non arrivano le forniture di Moderna, dovrebbero arrivare circa 30mila dosi la prossima settimana. Quindi chiamarla campagna vaccinale, messi così, sarebbe abbastanza imbarazzante. Pfizer dovrebbe mandarci oggi 56mila dosi e 86mila la settimana prossima. Se non si sblocca la situazione AstraZeneca questi sono i numeri che abbiamo. E dobbiamo redistribuire le vaccinazioni e credo che il numero dei nuovi vaccinati sarà costretto a rimanere stabile“.

Unica rassicurazione? “Posso dire, però, che sui 61 mila AstraZeneca somministrati non ci sono stati casi preoccupanti“.



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