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Impianti da scii, apertura dal 15 febbraio: le parole di Luca Zaia

Riaprono gli impianti da scii dal 15 febbraio 2021 nelle Regioni in zona gialla. Il comitato tecnico scientifico ha dato il via libera approvando in gran parte il piano redatto dalle Regioni. Luca Zaia ha commentato la bella notizia sottolineando: “È un bel segnale, un segnale doppio che, da un lato ci regala una grande tranquillità perché il via libera arriva direttamente dal mondo scientifico e, dall’altra parte, fornisce l’occasione per un rilancio della montagna in concomitanza coi mondiali sci di domenica prossima, 7 febbraio, a Cortina”.

Il Governatore del Veneto, nella nota stampa ufficiale, ha poi proseguito dicendo: “Il virus circola ancora e non va sottovalutato”. Non bisogna dunque abbassare la guardia. Tutte le regole per prevenire il diffondersi del contagio dovranno continuare ad essere rispettate.

Zaia ha lanciato un appello a tutti coloro i quali si recheranno sulle piste da scii. “Tutti quei cittadini che si recheranno agli impianti di risalita, lo dovranno fare con la massima prudenza e attenzione, indossando mascherine, quantomeno nei luoghi di aggregazione e durante la risalita. Le regole cioè vanno rispettate soprattutto in tutti quei contesti dove si crea assembramento”. Meglio evitare una terza ondata. Ora che le cose, in Italia, paiono andare meglio e la curva di contagi è in forte calo, sarebbe poco intelligente vanificare tutti gli sforzi e sacrifici fatti in precedenza.

Grazie alla riapertura degli impianti da scii da metà febbraio si potrà salvare, o almeno si spera, parte della stagione invernale in montagna.

Il protocollo delle Regioni e il parere del CTS

Il comitato tecnico scientifico si è espresso sulla riapertura degli impianti da scii dopo aver esaminato l’ultimo protocollo di sicurezza messo a punto dalle Regioni. A passare al vaglio degli scienziati sono stati diversi punti su come poter lasciar libere le persone di recarsi in montagna a sciare e a divertirsi in totale sicurezza.

Ad essere bocciata è stata una delle proposte avanzate nel piano. Non si potranno riaprire le strutture sciistiche in zona arancione. Si era ipotizzato ad una capienza ridotta al 50% su funivie, cabinovie e seggiovie e l’utilizzo obbligatorio di mascherine Ffp2. A quanto pare queste misure sono state considerate insufficienti per evitare la proliferazione di Covid-19.

L’ultima richiesta: permettere gli spostamenti fra Regioni

Appresa la buona notizia, è comunque giunta una ulteriore richiesta. La presidente dell’Associazione nazionale esercenti funiviari Valeria Ghezzi auspica che si possa togliere il divieto di circolazione tra le Regioni. “Abbiamo bisogno di sapere che si possa venire in montagna. Non voglio pensare che le imprese interrompano la cassa integrazione per i dipendenti e poi venerdì prossimo ci dicano che non tolgono il divieto di spostamento”.

La Presidente ha sottolineato come l’intero settore abbia registrato ingenti danni a causa dello stop forzato. Per colpa della pandemia decine di aziende sono in grossa crisi. Se non sarà possibile alle persone di spostarsi di Regione in Regione per andare a sciare, se non si potranno avere, cioè, turisti provenienti da altre parti d’Italia, gli sforzi profusi per le norme di sicurezza risulteranno vani. Per ripartire nel migliore dei modi agli impianti da scii serve la possibilità di raccogliere quanti più turisti possibili e non solo i corregionali.



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