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Decreto Rilancio, Riduzione degli orari di lavoro come misura anti-crisi

Tra le misure anti-crisi Coronavirus nel Decreto Rilancio in arrivo potrebbe esserci una normativa per la riduzione degli orari di lavoro nelle aziende. Nel mucchio di proposte di legge in gioco fa discutere quella del Pd: lavorare meno ore e guadagnare meno soldi.

Decreto Rilancio, meno ore, ma stesso stipendio per i lavoratori

Il Decreto Rilancio conterrà una serie di misure volte ad incentivare l’occupazione, ma una proposta in particolare sta facendo discutere. I diversi ministeri hanno inviato le proposte, presentate in un documento di ben 770 pagine. Secondo le indiscrezioni della stampa la misura che sta generando scompiglio sarebbe la riduzione degli orari di lavoro in tutte le aziende per affrontare l’emergenza Covid19.

Il ministro del Lavoro Nunzia Catalfo ha proposto per il decreto di maggio la rimodulazione delle ore di lavoro, con il mantenimento dello stesso salario per il dipendente. Il Sole 24 Ore spiega nel dettaglio la proposta: “istituire un fondo da 230 milioni presso l’Anpal per finanziare la formazione dei lavoratori che, in virtù di accordi collettivi aziendali sulla rimodulazione dell’orario di lavoro, avranno l’orario ridotto e potranno occuparsi della formazione”.

Lavorare meno, ma guadagnare meno

Un’altra proposta di legge molto simile presentata in tempi non sospetti da alcuni deputati Pd e ora tornata in auge suggerisce di: “ampliare il numero dei lavoratori a tempo indeterminato attraverso forme di redistribuzione delle ore di lavoro”. Il mondo del lavoro si rivoluzionerebbe con contratti dal minor numero di ore e di conseguenza tagli degli stipendi.

Per le imprese non ci sarebbe una costrizione, ma si tratterebbe “di incentivare le imprese e non vi sarebbe alcun obbligo o pressione”, con la proposta inoltre “s’intende introdurre il principio secondo cui i contratti a tempo parziale debbano diventare la modalità ordinaria di assunzione all’interno della pubblica amministrazione”.

“Ci ispiriamo al modello tedesco – ha comunicato Maurizio Martina – prevedendo non più di 42 ore settimanali, straordinari inclusi. L’Italia ha un gap da colmare con la Germania: lavoriamo di più, 180 ore contro 160 al mese, ma con una produttività più bassa. Puntiamo a trasformare l’eccesso di straordinario in occupazione aggiuntiva”

Decreto Rilancio, le preoccupazioni per le imprese

I sindacati chiedono la riduzione dell’orario di lavoro pur mantenendo lo stesso salario. Il problema diventa capire da dove arriveranno i soldi per un cambiamento tanto radicale. Non è pensabile lasciare i costi di un eventuale riduzione dell’orario alle imprese in un momento in cui sono in grave difficoltà. Il timore di molti imprenditori è che emergano grossi problemi di liquidità e che la proposta faccia la gioia solamente dei formatori aziendali.

 



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