fbpx

Bonus, incentivi e indennizzi per le imprese del Veneto

L’emergenza del Covid-19 sta mettendo in moto alcune misure a sostegno di imprese e partite Iva da parte del Governo, giudicate da molti ancora troppo tiepide. Le proposte per salvare imprese, lavoratori e famiglie iniziano ad arrivare anche dalle Regioni, compresa la Regione Veneto che si unisce al progetto in cui sono previsti bonus, bandi e ammortizzatori sociali.

Le novità che riguardano i bonus del Veneto per tutti i professionisti e le imprese del territorio possono essere un valido aiuto, ma in tanti si domandano se questi sostegni verranno incrementati. Le procedure sono in itinere, per questo vi terremo sempre aggiornati sulle novità dei bonus in Veneto a favore di imprese e partite Iva. 

Bonus, incentivi e indennizzi per imprese e partite IVA in Veneto 

Il Governo centrale ha emanato il decreto Cura Italia, entrato in vigore in data 17 marzo e contenente anche le misure economiche per aiutare imprese, famiglie e partite IVA. Si tratta per ora di un decreto in vigore, che dovrà essere trasformato in legge. Nello specifico il decreto 18/2020 dovrà essere convertito in legge entro 60 giorni dalla pubblicazione. Attualmente si trova al vaglio della commissione di Bilancio del Senato.

Tra il nutrito elenco di aiuti snocciolati nel testo Cura Italia troviamo anche diverse agevolazioni statali e della Regione Veneto dirette all’aiuto delle aziende: cassa integrazione in deroga, bonus, finanziamenti, sospensione di mutui e prestiti e molto altro. Sono in molti nel frattempo a chiedersi se siano in atto dei bonus in Vento e nelle altre Regioni per fornire aiuti concreti ad aziende e partite Iva.

Misure contenute nel decreto legge Cura Italia a sostegno di imprese e partite IVA

In Veneto viene ampliata la cassa integrazione in deroga

Le aziende che si trovano nelle zone ex rosse e gialle potranno proseguire la richiesta di cassa integrazione, già disposta dal decreto 9/2020. La cassa integrazione in deroga viene poi estesa in tutto il territorio nazionale anche ai settori del privato. L’integrazione salariale sarà disponibile per tutti i dipendenti assunti in data antecedente al 23 febbraio e per la durata di nove settimane. 

La Regione Veneto ha approvato su questo tema un nuovo accordo con le parti sociali dando il via alla raccolta delle domande. Per inviare domanda di cassa integrazione in deroga per il Veneto è necessario accedere al portale ClicLavoro all’interno dell’area CO_Veneto – Comunicazioni Obbligatorie. Non saranno prese in considerazione domande inviate con altre modalità (fax, email, ecc.).

Novità nei finanziamenti per le imprese del Veneto

La parte relativa ai finanziamenti del decreto Cura Italia è particolarmente corposa ed è volta a garantire liquidità alle imprese. Anche Zaia in merito ad iniziative e bonus della Regione Veneto ha confermato: “Le nostre priorità, in questo momento, sono la sanità e il lavoro. Abbiamo quindi pensato ad una manovra di riprogrammazione in tre mosse, che ci consente di recuperare 32,5 milioni da destinare a strumenti di garanzia alle imprese, per garantire loro liquidità e aumentare il capitale circolante nel nostro sistema economico, e infine di dedicare circa 30 milioni del Fondo sociale europeo, che sono risorse riservate all’occupazione e all’inclusione sociale, a misure di sostegno al reddito per quei lavoratori esclusi dagli ammortizzatori sociali, in particolare quelli delle micro-imprese”.

In quest’ottica viene quindi agevolata la concessione della garanzia del Fondo per le PMI: per nove mesi dalla data del 17 marzo le imprese avranno garanzia gratuita per tutte le operazioni finanziarie del Fondo e l’importo massimo per spesa singola si sposta da 2,5 milioni a 5 milioni di euro.

Viene altresì aumentata la durata della garanzia sui finanziamenti per le PMI che concordino con la banca la sospensione dei pagamenti per moratoria. Mentre per le piccole imprese che siano state colpite dal Covid-19 è previsto un finanziamento speciale. Si tratta di un finanziamento di 18 mesi con tetto massimo di 3mila euro per persone fisiche senza che avvenga la valutazione del soggetto beneficiario.

Le novità dettagliate sul Fondo di garanzia per le PMI sono disponibili sul sul sito del Ministero dello sviluppo economico.

Mutui e prestiti sospesi per le imprese 

L’articolo 56 del decreto Cura Italia prevede una serie di vantaggi finanziari per quanto riguarda mutui e prestiti delle imprese. L’obiettivo è quello di rafforzare la liquidità in tutto il territorio italiano prorogando i prestiti non rateali con scadenza antecedente al 30 settembre 2020, mentre i mutui e i finanziamenti a rimborso rateale sospendono i pagamenti di rate e canoni di leasing fino alla fine dell’estate (30 settembre 2020).  

Viene data inoltre la possibilità di sfruttare tutte le aperture a revoca e i prestiti accordati a fronte di anticipi su crediti esistenti. Per beneficiare di tali condizioni, l’impresa deve essere in bonis, cioè non deve avere posizioni debitorie deteriorate.

Per richiedere la sospensione del pagamento di finanziamenti e mutui è stato disposto un servizio telematico. È necessario scaricare il modulo nel sito del Mediocredito Centrale ed inviarlo compilato e firmato via mail a monitoraggio.crediti@postacertificata.mcc.it con oggetto “comunicazione di adesione alla sospensione rate per emergenza COVID 19”.

E se la mia non è una PMI? Per le grandi imprese interverrà la Cassa depositi e prestiti, che ha già disposto agevolazioni per le imprese che hanno visto ridursi il proprio fatturato a causa del Coronavirus. 

Agevolazioni per le imprese che combattono il Covid-19 

Nel decreto Cura Italia sono previste misure di aiuto anche per le imprese che si adoperano per il contenimento del virus. Viene previsto un credito d’imposta per tutte quelle aziende che provvedono alla sanificazione degli ambienti di lavoro. Le spese sostenute e documentate saranno risarcite fino al 50% con un tetto massimo di 20 mila euro. 

Allo stesso tempo Invitalia dispone un fondo di 50 milioni di euro a favore delle aziende italiane che introducano nella propria produzione mascherine, camici, ventilatori…etc. A questi incentivi possono appoggiarsi piccole, medie e grandi imprese che diano vita ad un piano di investimenti di almeno 200mila euro.

Bonus Partite Iva e credito d’imposta sul canone di locazione

Le norme in fase di attuazione prevedono anche un credito d’imposta del 60% del canone di locazione per quanto riguarda gli immobili di categoria catastale C/1 (negozi e botteghe). Questa agevolazione riguarda per ora il mese di marzo ed interessa in particolar modo artigiani e commercianti. 

Mentre per le Partite Iva è predisposto un bonus di 600 euro, a patto che la p.Iva fosse attiva in data 23 febbraio 2020. Nel contempo i possessori di p.Iva potranno richiedere una sospensione delle rate del mutuo sulla prima casa per i prossimi 9 mesi, purché autocertifichino una perdita superiore al 33% delle entrate rispetto all’ultimo trimestre 2019.

Voucher per turismo, spettacolo e cultura

Per i settori del turismo, spettacolo e cultura ci saranno misure particolari. Viene previsto dal decreto un fondo di 130 milioni a sostegno di questo settore con un rimborso tramite voucher di durata annuale per biglietti di spettacoli, musei e luoghi culturali.

La nascita di Riparti Veneto per aiutare le imprese

Riparti Veneto è una nuova realtà, che si propone di aiutare le imprese Venete nella rinascita dopo la crisi. Iscrivendovi a Riparti Veneto potrete entrare a far parte di una rete di imprese tutte situate sul territorio Veneto e che collaborano tra loro. Potrai rendere noti a tutti i partecipanti le tue agevolazioni interne al territorio, i tuoi servizi e le tue eventuali richieste. Una grande catena volta a risanare l’economia del nostro territorio, per uscire dalla crisi più forti di prima e con l’aiuto di tutti.



4 commenti

Lascia un commento