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Agricoltura: il Veneto si impegna nello sviluppo di alimenti salutistici

Guardando la pandemia con occhi diversi, l’agricoltura veneta ha cercato di trovare nuove soluzioni ai problemi causati dal Covid-19. Per questo motivo in Regione si è giunti a pensare di sviluppare, nel prossimo futuro, alimenti salutistici. In che modo? La ricerca punta tutto sul miglioramento della qualità della vita nel post pandemia. Attraverso l’arricchimento naturale di prodotti con sostanze antagoniste si potrebbe contrastare la diffusione di nuovi agenti virali. Mangiare bene vuol dire infatti aiutare il proprio organismo a funzionare nel migliore dei modi e a proteggersi dagli ‘attacchi’ esterni.

In quest’ottica ha preso il via un innovativo progetto di ricerca riguardante la sostenibilità nell’agroalimentare. SustaIn4Food, realizzato dalla Rete Innovativa regionale Bioinnova Veneto, di cui Veneto Agricoltura è partner, ma finanziato dal Programma Operativo Regionale andrà a scandagliare metodologie e strumenti innovativi per l’efficientamento dei processi produttivi. Oltre a questo si cercherà di migliorare, attraverso idee sempre più innovative, la funzionalizzazione degli alimenti e lo smart-packaging.

Nello specifico Veneto Agricoltura lavorerà sulla realizzazione di bevande e formaggi iodati a base di latte vaccino, ma anche formaggi caprini. La ricerca si focalizzerà sulla caratterizzazione microbiologica e sensoriale dei prodotti agro-alimentari realizzati per testare le migliori proprietà salutistiche.

Come cambierà l’agricoltura in Veneto? Il progetto ha l’obiettivo di sviluppare nuovi prodotti e processi alimentari, ma soprattutto innovare il comparto. Il settore dunque beneficerà di un implemento alla sostenibilità e competitività dei propri prodotti. A beneficiarne saranno dunque tutte le filiere che a tutt’oggi si occupano di questo e che hanno aiutato la Regione a combattere la pandemia nonostante la crisi e tenuto alta l’economia del Paese.

Il lavoro dell’Istituto di Thiene per l’agricoltura veneta del futuro

Da anni l’Agenzia regionale per l’innovazione nel settore primario, presso l’Istituto per la Qualità e le Tecnologie Agroalimentari di Thiene, lavora per migliorare la qualità dei prodotti e la sicurezza dei consumatori.

Fra le sue attività vi sono:

  1. Il supporto alle aziende alimentari attraverso la fornitura di analisi, consulenze e servizi vari
  2. L’assistenza igienico-sanitaria e tecnologia a tutte la filiera
  3. La tutela della biodiversità microbica.

Sarà dunque questo Istituto, nell’ambito del progetto citato, ad occuparsi dell’importante caratterizzazione qualitativa di prodotti lattiero-caseari. La ricerca di sostanze immunostimolanti naturali, quali lo iodio e la lattoferrina è davvero importante. Un esempio? La lattoferrina, secondo gli studiosi, è in grado di rafforzare il sistema immunitario e contrastare l’attacco dei virus.

Agricoltura fra crisi e ripartenza

Secondo i dati riportati da Coldiretti, il settore agricolo veneto, nonostante la crisi, è riuscito a spingere l’economia dell’Italia. Attraverso i 6 miliardi di euro raggiunti in Regione, per quanto riguarda l’agricoltura, nel 2020, l’Italia ha totalizzato ben 31,3 miliardi di euro. Il nostro Paese è salito sul gradino più alto del podio. Al secondo posto la Francia e al terzo la Spagna. Oltre all’ottimo fatturato ha continuato a rispondere ad una sempre maggiore domanda di posti di lavoro offrendo occupazione anche in pieno lock-down.

Permangono situazioni di forte criticità e grandi problemi. Diverse imprese hanno visto il fatturato dimezzato e attendono oggi gli aiuti dallo Stato e dalla Regione per poter dare nuova linfa ai propri processi produttivi.



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